Bioedilizia – Canapa Revolution

Siamo arrivati al quarto articolo del ciclo scaturito dalla lettura di “Canapa Revolution” di Chiara Spadaro e io non so più come dirvi di leggere questo libro. Tra i vari paragrafi che approfondiscono gli usi della canapa, dall’industria tessile a quella alimentare, ci sono anche un po’ di pagine dedicate alla funzione di questa pianta nella bioedilizia.

Non era la prima volta che sentivo parlare di bioedilizia, ma quando ho letto che si poteva costruire una casa con la canapa non ci potevo credere. Poi mi sono informata e a quanto pare facciamo le case pure con il sughero, quindi mi è diventato evidente che io non sapessi nulla di architettura. Ad esempio, sapevate che in Francia c’è un ponte in calce e canapa che risale al periodo tra il 500 e il 750 d.C.? Ecco, nemmeno io.
Ma proprio per questo ho cominciato a leggere ancora di più sull’applicazione edilizia della canapa e oggi vi racconto un po’ di cose a riguardo.

La canapa in bioedilizia

La bioedilizia in generale predilige eco-materiali, come il legno, il sughero, il vetro cellulare (vetro riciclato compresso in pannelli) o la canapa naturalmente. Il concetto fondamentale è che si costruisca utilizzando fonti rinnovabili e riducendo gli sprechi di produzione delle materie prime. Ed è proprio per questo che la canapa è diventato il materiale prediletto nella bioedilizia. Infatti già durante la sua coltivazione questa pianta assorbe moltissima CO2 e consuma pochissima acqua: perché come abbiamo visto è molto resistente e non necessita né di riscaldamento né di raffrescamento, inoltre cresce quasi dovunque e senza bisogno di pesticidi. Quindi la filiera si accorcia notevolmente grazie alla sua reperibilità in loco.

Olver Zaccanti, architetto dell’ANAB (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica), spiega come potenzialmente si potrebbe coltivare la canapa, lavorarla con calce e acqua, costruirci una casa e poi demolirla sullo stesso terreno senza inquinare. Il materiale infatti è anche biodegradabile ovviamente, quindi lo smaltimento dell’abitazione sarebbe più semplice e sostenibile.

Inoltre la canapa è un materiale che permette l’isolamento termo-acustico e la regolazione termoigrometrica sull’umidità dell’aria. È ignifugo ed elastico, quindi adatto anche alle zone sismiche. Infine il costo non è più elevato di altri materiali (costa meno del legno, ad esempio) e tenderà a diminuire.

Bioedilizia: mattoni in canapa.
Mattoni in canapa

Processo di costruzione

Anche in bioedilizia si usa tutto della canapa. La fibra, che si ottiene con la stigliatura, si usa per realizzare materiali isolanti da inserire in altri elementi divisori della struttura portante. Dai semi si ottiene l’olio per il trattamento del legno e delle superfici. La polvere di semi inoltre serve nelle finiture degli intonaci e regala particolari effetti cromatici e materici.

In generale il canapulo è la parte più utile per le costruzioni, perché è ricco di silice. Mischiato all’acqua e alla calce si carbonizza e il legno si mineralizza, trasformandosi in pietra. Con esso si possono realizzare anche dei tamponamenti per aumentare la resistenza dei muri al calore.

Due principali utilizzi costruttivi

  • Miscela di canapa e calce per creare mattoni ecologici che associano le proprietà isolanti all’alta traspirabilità.
  • Pannelli di fibra di canapa, isolanti, in sostituzione ai quelli in fibra di roccia.

Dove la trovo?

In Italia

La prima casa italiana interamente in canapa è stata costruita nel 2009 a San Giovanni in Persiceto (BO) ed è energicamente autosufficiente. Oltre all’ANAB ci sono moltissimi gruppi e studi di architetti che sfruttano la bioedilizia per costruire case sostenibili. Eccone alcuni, citati nel libro:

  • In Alto-Adige, Ton Gruppe (www.ton-gruppe.it) ha ideato Canaton, un isolante termo-acustico composto in fibre di canapa. Secondo l’azienda un chilo di fibra sottrae 3,8 kg di CO2 all’atmosfera.
  • A Nibionno (LC) l’azienda Equilibrium (equilibrium-bioedilizia.it) lavora con il canapule italiano e francese. Ha ideato i biomattoni, blocchi prefabbricati in Natural Beton, un biocomposito in canapa e calce.
  • A Vermezzo (MI) la ditta Caparol (caparol.it) ha creato il sistema di isolamento termico “Capatect”, che utilizza la canapa come materiale isolante in pannelli, garantendo una riduzione nei consumi energetici fino al 30%.
  • A Mosciano Sant’Angelo (TE) Edilcanapa (edilcanapasrl.it) produce materiale per bioedilizia.

In Europa

Naturalmente anche in Europa ci sono tanti progetti in cui è coinvolto il nostro paese. Ad esempio nel 2018 ANAB, con l’aiuto di 9 partner istituzionali da Francia, Belgio, Spagna e Italia, ha avviato il progetto “CANAPALEA”. Da esso è nato un libro di 302 pagine che analizza gli aspetti e le problematiche del costruire con questo materiale e che documenta la realizzazione di 25 edifici in canapa nei diversi paesi.

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Bellolampo viveva insieme al suo branco di cani liberi nella discarica di Palermo situata in Via stradale Bellolampo, dalla quale prende il nome.

Non sappiamo esattamente perché, ma il branco è stato catturato e portato nel canile municipale di Palermo, un luogo assolutamente inospitale, inadeguato e spaventoso per tutti i cani, ma soprattutto per i cani nati liberi che non hanno praticamente mai avuto contatti con l’uomo.

La data di nascita viene indicativamente riportata come l’1/12/2015 e l’ingresso nel canile di Palermo è avvenuto il 9/4/2016.
Bellolampo aveva solo 4 mesi quando è stato tolto dal suo territorio nativo e separato dai suoi fratelli per essere chiuso in un box sovraffollato.

Una volontaria del canile di Palermo segnalò a Buoncanile l’urgenza di trovare una sistemazione migliore per lui così riuscirono a farlo arrivare a Genova nell’ ottobre 2016 insieme ad un'altra cagnolina, Papillon.

Furono i primi cani del #buoncanileprogettopalermo.

Bellolampo ha subito manifestato una forte paura nei confronti delle persone e dell’ambiente, arrivando anche a mordere, mentre si è dimostrato da subito capace e desideroso di instaurare forti legami con gli altri cani.

Nel tempo ha imparato a fidarsi dei gestori del canile e piano piano ad aprirsi anche a pochi volontari selezionati.

Essendo un cane molto carino e anche di piccola taglia negli anni ha ricevuto diverse richieste di adozione, ma tutte incompatibili con il suo carattere diffidente e spaventato.

Una curiosità? Bellolampo ama gli equilibrismi! Gli piace saltare sui tavoli, le panche, le sedie, i muretti e proprio non resiste al fascino della carriola!!

Mix pittina dagli occhi magnetici... salvata da pesante maltrattamento. Viveva a Napoli legata alla ringhiera delle scale condominiali ad una corda cortissima.

Lei è un cane eccezionale, nata nel 2013. Entrata in canile nel 2014 si è subito distinta per le sue naturali doti olfattive: con lei abbiamo lavorato tantissimo sulla discriminazione olfattiva, fino a farle seguire delle vere e proprie piste di sangue finalizzate al ritrovamento di persone scomparse (attività fatte solo ai fini ludici).

Non va d’accordo con i suoi simili, per cui cerca una famiglia senza altri animali in casa, una famiglia dinamica , esperta e disposta ad un percorso conoscitivo.

Paco cerca casa! Si trova a Genova!

Paco è stato adottato da cucciolo con la superficialità di chi crede che un cucciolo sia un foglio bianco sul quale scrivere ciò che si vuole, e con la stessa superficialità è stato portato in canile perché dopo due anni era cresciuto con caratteristiche diverse da quelle di un peluche.

Paco è un cane affettuosissimo, curioso e dinamico, viene presentato a tutti i nuovi volontari del canile come uno tra i cani più equilibrati e gestibili anche per chi è alla prima esperienza.

Ama passeggiare a lungo, è già abituato a vivere in casa, viaggia volentieri in auto, è sempre alla ricerca di nuove avventure da fare in compagnia dei suoi amici, è molto bravo in città, non ha paura delle persone, né dei cani. Non ama i cani maschi, è invece molto bravo con le femmine. Non è compatibile con i gatti.

E’ un cane adulto oramai, è nato nel 2014, una taglia media (circa 20 kg), è un cane che sa gestire bene le emozioni, i suoi bisogni e i suoi spazi.

Paco ha bisogno di un'adozione responsabile, che non sottovaluti i segnali di stress che sa comunicare, soprattutto quando vuole riposare in cuccia senza essere disturbato.

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