Bordalo II – Rappresentare la natura riciclando ciò che la uccide

Oggi vi parlo di Bordalo II, uno street artist portoghese diventato noto per le sue installazioni di giganteschi animali fatti di spazzatura che ormai si trovano in tantissime città del mondo. Ma naturalmente l’aspetto che mi interessa di più è il suo attivismo ambientale e il messaggio che si nasconde dietro a tutto quello spray colorato.

La nascita di Bordalo II e le sue opere

Artur Bordalo è nato a Lisbona nel 1987 e fin da piccolo ha iniziato a fare graffiti. Ma il suo nome d’arte arriva più avanti ed è un omaggio al nonno, un pittore portoghese da cui ha imparato tanto e che si chiama come lui, per questo l’artista ha scelto di chiamarsi Bordalo “Segundo”.

Big Trash Animals

Il suo progetto più famoso è sicuramente “Big Trash Animals” che comprende quasi 200 opere e si estende in diverse città europee e alcune anche nel resto del mondo.
I soggetti che rappresenta sono appunto grandi animali, ma la cosa affascinante è il materiale che li compone e che si nasconde dietro la vernice spray coloratissima. Da lontano infatti possono sembrare semplici murales, ma avvicinandosi all’opera si vedono scarti, carcasse d’automobili e biciclette, rifiuti plastici, pneumatici e spazzatura comune.

Nella foto qui sotto ci sono io a Lisbona con l’opera “Big Raccoon” e la verità è che non è così difficile imbattersi in questi animali metallici. Infatti le istallazioni di Bordalo II si trovano in quasi tutte le capitali europee e anche in giro per l’Italia! L’artista portoghese ha fatto un orso a Torino, una capra a Roma e un riccio a Este (PD).

Io a Lisbona sotto al Big Raccoon.
Io a Lisbona sotto al “Big Raccoon”.

Wild Wild Waste (2018)

Anche una delle sue mostre più importanti era incentrata sugli animali. Infatti, alla “Wild Wild Waste” a Los Angeles, Bordalo II ha messo in piedi un gigantesco zoo di animali di spazzatura rinchiusi in strutture fatiscenti, così come sono ridotti molti dei loro habitat attualmente. Una delle installazioni che trovo più significative è quella della balena intrappolata in una rete da pesca. Probabilmente mi colpisce perché il tema dell’inquinamento degli oceani è molto caro a questo blog: avevamo già dedicato un articolo ai disastri provocati dai medicinali che finiscono in mare.

Lighted Jelly Fish
Lighted Jelly Fish

A dimostrazione del successo e dell’importanza attivista che hanno le sue istallazioni, una è persino diventata parte della collezione d’arte contemporanea del Parlamento europeo. Si tratta della “Lighted Jelly Fish”, un’enorme medusa fatta principalmente di rifiuti plastici e cavi elettrici.

Bordalo II – L’artivista

Secondo i dati dell’OECD, la metà dei rifiuti plastici che produciamo globalmente non vengono riciclati o inceneriti, al contrario finiscono nelle discariche. Non stupisce quindi che Bordalo II, che si definisce un “artivista”, abbia deciso di far partire il suo processo creativo proprio da lì. Il suo scopo è sicuramente quello di riciclare alcuni dei materiali che finiscono nelle discariche, soprattutto quelli di grandi dimensioni. Tuttavia, l’artista sa bene di non poter risolvere questo problema con le sue istallazioni. Come dice lui stesso nel documentario Bordalo II: A Life of Waste (Irish Film Board, 2017), “creo qualcosa di nuovo, ma questi pezzi non dureranno per sempre. Dopo qualche anno saranno di nuovo spazzatura. Puoi fare quello che vuoi a questa plastica, ma non puoi distruggerla, resterà in natura per sempre.”

Continua dicendo che molte persone non si rendono conto di dove finisca la spazzatura che producono. Si ha l’impressione che dal bidone di casa o dal cassonetto per strada i rifiuti spariscano nel nulla. Purtroppo sappiamo bene che non è così. E anche se ormai la consapevolezza ambientale sta crescendo, è difficile pensarci ogni giorno e fare scelte più informate.

Ma alla sensibilizzazione ambientale si aggiunge anche una scelta artistica. Infatti Bordalo II avrebbe potuto sistemare quei rifiuti in qualsiasi modo per riciclarli, ma ha preso come soggetto proprio la natura. Con i suoi grandi animali che fissano lo spettatore, l’artista sta rappresentando la bellezza della natura riciclando ciò che la uccide.

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