Il container e il mare – Il caso ONE Apus

Situato nel sud della Cina, nella provincia di Guangdong, l’International Container Terminals di Yantian è uno dei più importanti snodi commerciali dell’intera nazione cinese. 

È proprio da qui che qualche giorno fa, il 30 Novembre 2020, la nave commerciale ONE Apus, costruita nel 2019, ha preso il largo, imbarcandosi in una lunga traversata che si pensava l’avrebbe portata ad una tranquilla traversata del Pacifico fino ad arrivare al porto di Long Beach (USA), ma che invece la trascinerà al centro del dibattito pubblico sull’inquinamento delle acque. 

La ONE Apus, ormai a metà della sua traversata ed in prossimità delle isole Hawaii, trasportava un carico di container quando, a causa di forti venti scaturiti in seguito ad una violenta tempesta, approssimativamente 1900 di essi sono finiti mare. Una parte di questi contenevano, presumibilmente, materiali classificati come “dangerous goods”. I dangerous good in questione paiono corrispondere a 54 container contenenti fuochi d’artificio, otto contenenti batterie e due contenenti etanolo liquido.

container sulla nave one apus
La ONE Apus

Il Container ed il mare

Una rivisitazione del libro di Ernest Hemingway? Assolutamente no.
Secondo un rapporto del Word Shipping Council, Containers Lost at Sea, il numero medio annuo di container dispersi in mare sfiora le 1382 unità. 

Certo, le precauzioni vengono sempre prese, decretate anche da varie regolamentazioni. Un esempio è rappresentato dall’Amendments to the safety of Life and Sea che si occupa di verificare il peso dei container prima che essi vengano imbarcati, ma si sa, proprio come ne Il Vecchio ed il Mare, le acque possono dimostrarsi imprevedibili e sicuramente sfuggire al controllo dell’uomo. 

Vi ricordate la MOL Comfort? 

Era il 17 Giugno del 2013 quando poco distante dalle coste dello Yemen si interruppe bruscamente il viaggio della MOL Comfort , nave cargo inaugurata nel 2008, a causa di pessime condizioni meteo. La nave trasportava 4.382 containers e 3.000 barili di carburante. 

Naturalmente, di esempi ne abbiamo tantissimi. 

Ogni anno, più di 100 milioni di navi cargo transitano nelle acque internazionali. Nonostante gli incidenti non avvengano troppo frequentemente, uno solo di essi può distrugge la fauna e la flora marina per decenni a venire. 

Conseguenze disastrose 

La perdita di elementi chimici, petrolio o materiali classificati come pericolosi nei nostri mari ha, ovviamente, conseguenze disastrose sull’ambiente. L’uccisione della vita marina, la distruzione di moltissimi habitat naturali e la contaminazione delle catene alimentari sono solo alcune di esse. 

Quando ci troviamo davanti ad un disastro di queste dimensioni moltissime domande sorgono spontanee: di che materiali si tratta? Quali correnti seguirà il materiale disperso? Come sarà rintracciabile ed in che modo si potrà contenere l’impatto sull’ambiente? 

Domande che troveranno le loro risposte grazie alla comunità scientifica ed a coloro che si interessano della disciplina oceanografica, ma quello che possiamo fare noi è chiederci: sarebbe stato possibile evitarlo?

Ed ora che un altro disastro di enorme portata ha colpito la comunità internazionale, l’unica cosa che ci rimane da fare è cercare di procedere con un tentativo di aumento di consapevolezza sull’argomento, ancora poco trattato, dell’importanza che i mari ed il loro benessere assumono nell’ecosistema del pianeta terra. 

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Bellolampo viveva insieme al suo branco di cani liberi nella discarica di Palermo situata in Via stradale Bellolampo, dalla quale prende il nome.

Non sappiamo esattamente perché, ma il branco è stato catturato e portato nel canile municipale di Palermo, un luogo assolutamente inospitale, inadeguato e spaventoso per tutti i cani, ma soprattutto per i cani nati liberi che non hanno praticamente mai avuto contatti con l’uomo.

La data di nascita viene indicativamente riportata come l’1/12/2015 e l’ingresso nel canile di Palermo è avvenuto il 9/4/2016.
Bellolampo aveva solo 4 mesi quando è stato tolto dal suo territorio nativo e separato dai suoi fratelli per essere chiuso in un box sovraffollato.

Una volontaria del canile di Palermo segnalò a Buoncanile l’urgenza di trovare una sistemazione migliore per lui così riuscirono a farlo arrivare a Genova nell’ ottobre 2016 insieme ad un'altra cagnolina, Papillon.

Furono i primi cani del #buoncanileprogettopalermo.

Bellolampo ha subito manifestato una forte paura nei confronti delle persone e dell’ambiente, arrivando anche a mordere, mentre si è dimostrato da subito capace e desideroso di instaurare forti legami con gli altri cani.

Nel tempo ha imparato a fidarsi dei gestori del canile e piano piano ad aprirsi anche a pochi volontari selezionati.

Essendo un cane molto carino e anche di piccola taglia negli anni ha ricevuto diverse richieste di adozione, ma tutte incompatibili con il suo carattere diffidente e spaventato.

Una curiosità? Bellolampo ama gli equilibrismi! Gli piace saltare sui tavoli, le panche, le sedie, i muretti e proprio non resiste al fascino della carriola!!

Mix pittina dagli occhi magnetici... salvata da pesante maltrattamento. Viveva a Napoli legata alla ringhiera delle scale condominiali ad una corda cortissima.

Lei è un cane eccezionale, nata nel 2013. Entrata in canile nel 2014 si è subito distinta per le sue naturali doti olfattive: con lei abbiamo lavorato tantissimo sulla discriminazione olfattiva, fino a farle seguire delle vere e proprie piste di sangue finalizzate al ritrovamento di persone scomparse (attività fatte solo ai fini ludici).

Non va d’accordo con i suoi simili, per cui cerca una famiglia senza altri animali in casa, una famiglia dinamica , esperta e disposta ad un percorso conoscitivo.

Paco cerca casa! Si trova a Genova!

Paco è stato adottato da cucciolo con la superficialità di chi crede che un cucciolo sia un foglio bianco sul quale scrivere ciò che si vuole, e con la stessa superficialità è stato portato in canile perché dopo due anni era cresciuto con caratteristiche diverse da quelle di un peluche.

Paco è un cane affettuosissimo, curioso e dinamico, viene presentato a tutti i nuovi volontari del canile come uno tra i cani più equilibrati e gestibili anche per chi è alla prima esperienza.

Ama passeggiare a lungo, è già abituato a vivere in casa, viaggia volentieri in auto, è sempre alla ricerca di nuove avventure da fare in compagnia dei suoi amici, è molto bravo in città, non ha paura delle persone, né dei cani. Non ama i cani maschi, è invece molto bravo con le femmine. Non è compatibile con i gatti.

E’ un cane adulto oramai, è nato nel 2014, una taglia media (circa 20 kg), è un cane che sa gestire bene le emozioni, i suoi bisogni e i suoi spazi.

Paco ha bisogno di un'adozione responsabile, che non sottovaluti i segnali di stress che sa comunicare, soprattutto quando vuole riposare in cuccia senza essere disturbato.

Ciao, grazie per prendere in considerazione l'opzione di adottare un nido.
QUOTANIMALE è il codice sconto dedicato del 10% sul progetto Bird House, valido sia per adottare il nido con prodotto abbinato, sia per ricevere solo il certificato digitale.
Fanne buon uso!

Yoga è stata pescata accidentalmente da un peschereccio a strascico davanti alla costa di Cesenatico. Attualmente sta svolgendo il processo di riabilitazione in vasca presso le strutture di Cestha e nei prossimi giorni svolgerà gli accertamenti veterinari. Ancora non ha iniziato ad alimentarsi, si deve ancora abituare alla sua vasca.

The Black Bag ha deciso di battezzarla con il nome Yoga - dopo averla adottata - per ringraziare David e Gruppo Yoga Solidale Genova per aver contribuito, con una donazione, alla sua adozione.