COP26: The time to act is yesterday

Le prime giornate della Conferenza sul clima di Glasgow

Lunedì 1 novembre 2021 ha segnato l’inizio della COP26. La ventiseiesima Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico si appropria della capitale culturale ed economica scozzese, Glasgow, verso cui si sono dirette le figure più influenti a livello mondiale tra Capi di Stato, di Governo, imprenditori e attivisti.

IL WORLD LEADER’S SUMMIT

I primi due giorni della COP26 vedono come protagonisti indiscussi i discorsi dei leaders mondiali che sembrano utilizzare tutti gli stessi toni. Dai rappresentanti delle nazioni più grandi sino a quelle di modesta entità si concorda sull’impellenza di ricontrattare i termini dell’Accordo di Parigi del 2015 e agire in modo sincrono per un futuro più sostenibile. «The time to act is yesterday» (letteralmente “il tempo per agire è ieri”), così conclude il suo discorso il presidente Ramkalawan delle Isole Seychelles, altamente vulnerabili all’impatto del cambiamento climatico, per ribadire l’impossibilità di tergiversare ancora.

I GRANDI ASSENTI DELLA COP26

All’appello mancano però alcune delle personalità più importanti o perlomeno alcune delle personalità con cui si ha maggiormente bisogno di dialogare sulle tematiche ambientali. L’assenza più lampante è quella del presidente cinese Xi Jinping: la Cina rimane il paese che produce più emissioni al mondo; sebbene abbia fatto dei grossi passi avanti nello sviluppo di fonti di energia rinnovabile ( tra cui l’utilizzo di gas naturale, pannelli solari e turbine a vento), circa il 57% del fabbisogno della nazione rimane ancorato al carbone. Gli altri assenti ingiustificabili sono Putin, Erdogan e Bolsonaro, rispettivamente i presidenti di Russia, Turchia e Brasile. Mancano quindi tutte quelle personalità che ancora pongono delle resistenze nei confronti dei nuovi target imposti a livello globale in materia di emissioni. Soprattutto a causa della loro forte dipendenza dalle fonti fossili, come nel caso della Russia.

I PRIMI RISULTATI E I PRIMI RIPENSAMENTI

Sebbene possiamo dire che il vero primo risultato della COP26 sia una presa di coscienza univoca e condivisa della situazione climatica, nei primi due giorni del Summit è arrivata subito una doccia fredda. L’India, il terzo inquinatore a livello globale dopo Cina e USA, arriverà alla neutralità climatica solo nel 2070. Si vede quindi sfumare il termine prefissato per il Net Zero 2050.

Al contrario, sono due le prime conquiste positive di questo incontro: la prima coincide con la promessa – perché parliamo di pledges e quindi ancora solo promesse – stilata nella sera di lunedì da parte di oltre 100 Stati per fermare la deforestazione entro il 2030. L’impegno preso non solo impedirà ai governi di usurpare ulteriormente le nostre foreste ma garantirà lo stanziamento di somme di denaro molto alte per ripopolare i polmoni verdi del pianeta. Tra i firmatari anche il Brasile. Si saranno davvero resi conto che il saccheggio dell’Amazzonia potrebbe determinare effetti a lungo termine non reversibili?
Seconda promessa dei primi giorni di COP26 è il taglio del 30% delle emissioni di metano entro il 2030.

LA FINANZA VERDE ALLA COP26

La terza giornata del vertice sul clima è stata dedicata al tema della finanza verde. La finanza mondiale, composta da un’alleanza coesa tra banche, fondi e società di gestione, è determinata a impegnare un patrimonio di 130 mila miliardi di dollari per la transizione ecologica. E’ stata così battezzata la “Glasgow finance alliance for net zero” (GFANZ), nata ad aprile, e che vede come presidenti Mark Carney, ex governatore della Banca d’Inghilterra, e Micheal Bloomberg, cofondatore e proprietario della società di servizi finanziari, software e mass media che porta il suo nome, Bloomberg LP. A Glasgow viene sancita quindi la forte rottura con l’indirizzo segnato alla COP21 , tenutasi a Parigi nel 2015: finalmente il settore finanziario ha acquisito un ruolo fondamentale, se non centrale, nella discussione climatica.

I PROSSIMI INCONTRI

Ogni giornata è dedicata a un tema in particolare: giovedì 4 novembre si è parlato di energia; venerdì 5 ci si soffermerà sul ruolo dei giovani nella lotta al cambiamento climatico; la settimana si concluderà sabato 6, giorno dedicato alla Natura e all’utilizzo sostenibile del suolo.

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Bellolampo viveva insieme al suo branco di cani liberi nella discarica di Palermo situata in Via stradale Bellolampo, dalla quale prende il nome.

Non sappiamo esattamente perché, ma il branco è stato catturato e portato nel canile municipale di Palermo, un luogo assolutamente inospitale, inadeguato e spaventoso per tutti i cani, ma soprattutto per i cani nati liberi che non hanno praticamente mai avuto contatti con l’uomo.

La data di nascita viene indicativamente riportata come l’1/12/2015 e l’ingresso nel canile di Palermo è avvenuto il 9/4/2016.
Bellolampo aveva solo 4 mesi quando è stato tolto dal suo territorio nativo e separato dai suoi fratelli per essere chiuso in un box sovraffollato.

Una volontaria del canile di Palermo segnalò a Buoncanile l’urgenza di trovare una sistemazione migliore per lui così riuscirono a farlo arrivare a Genova nell’ ottobre 2016 insieme ad un'altra cagnolina, Papillon.

Furono i primi cani del #buoncanileprogettopalermo.

Bellolampo ha subito manifestato una forte paura nei confronti delle persone e dell’ambiente, arrivando anche a mordere, mentre si è dimostrato da subito capace e desideroso di instaurare forti legami con gli altri cani.

Nel tempo ha imparato a fidarsi dei gestori del canile e piano piano ad aprirsi anche a pochi volontari selezionati.

Essendo un cane molto carino e anche di piccola taglia negli anni ha ricevuto diverse richieste di adozione, ma tutte incompatibili con il suo carattere diffidente e spaventato.

Una curiosità? Bellolampo ama gli equilibrismi! Gli piace saltare sui tavoli, le panche, le sedie, i muretti e proprio non resiste al fascino della carriola!!

Mix pittina dagli occhi magnetici... salvata da pesante maltrattamento. Viveva a Napoli legata alla ringhiera delle scale condominiali ad una corda cortissima.

Lei è un cane eccezionale, nata nel 2013. Entrata in canile nel 2014 si è subito distinta per le sue naturali doti olfattive: con lei abbiamo lavorato tantissimo sulla discriminazione olfattiva, fino a farle seguire delle vere e proprie piste di sangue finalizzate al ritrovamento di persone scomparse (attività fatte solo ai fini ludici).

Non va d’accordo con i suoi simili, per cui cerca una famiglia senza altri animali in casa, una famiglia dinamica , esperta e disposta ad un percorso conoscitivo.

Paco cerca casa! Si trova a Genova!

Paco è stato adottato da cucciolo con la superficialità di chi crede che un cucciolo sia un foglio bianco sul quale scrivere ciò che si vuole, e con la stessa superficialità è stato portato in canile perché dopo due anni era cresciuto con caratteristiche diverse da quelle di un peluche.

Paco è un cane affettuosissimo, curioso e dinamico, viene presentato a tutti i nuovi volontari del canile come uno tra i cani più equilibrati e gestibili anche per chi è alla prima esperienza.

Ama passeggiare a lungo, è già abituato a vivere in casa, viaggia volentieri in auto, è sempre alla ricerca di nuove avventure da fare in compagnia dei suoi amici, è molto bravo in città, non ha paura delle persone, né dei cani. Non ama i cani maschi, è invece molto bravo con le femmine. Non è compatibile con i gatti.

E’ un cane adulto oramai, è nato nel 2014, una taglia media (circa 20 kg), è un cane che sa gestire bene le emozioni, i suoi bisogni e i suoi spazi.

Paco ha bisogno di un'adozione responsabile, che non sottovaluti i segnali di stress che sa comunicare, soprattutto quando vuole riposare in cuccia senza essere disturbato.

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