Delfini a Venezia: un inno alla gioia

La comparsa di una coppia di delfini nell’acqua davanti a Piazza San Marco non è solo un evento eccezionale, ma qualcosa di più: è un inno alla gioia, messaggio di speranza nel futuro, oltre la pandemia. 

Delfini a Venezia
Lo screenshot di un video che ritrae i due delfini

Venezia e la sua Laguna sono stati iscritti nel 1987 alla lista del Patrimonio Mondiale UNESCO per l’insieme di caratteristiche storiche, urbane, architettoniche, artistiche e archeologiche che compongono la città e grazie al meraviglioso contesto paesaggistico e naturale che la racchiude. 

Una città sorta intorno al Canal Grande, dalla quale è percorsa, con i suoi quattro ponti principali: il Ponte della Costituzione, il Ponte degli Scalzi, Il Ponte dell’Accademia ed il Ponte di Rialto. 

Canal Grande, Venezia
Il Canal Grande, Venezia

Altro simbolo tipicamente associato a Venezia è Piazza San Marco, il Salotto d’Europa che ospita la Basilica costruita in stile romanico-bizantino ispirata alla chiesa dei Dodici Apostoli di Costantinopoli. 

L’opera dell’uomo e quella della natura convivono da sempre nella città. 

Abbiamo poi il Palazzo Ducale, capolavoro in stile gotico veneziano al cui interno troviamo un’ampia pinacoteca che custodisce le opere di Veronese, Tintoretto, Tiziano e molti altri.  E ancora gli splendidi palazzi, Palazzo Vendramin, Cà Foscari (sede dell’Università), il Fontego dei Turchi. 

Palazzo Ducale, Venezia
Palazzo Ducale, Venezia

Nel bel mezzo della prima settimana di zona rossa, nella giornata mondiale dell’acqua, nella città che vive sull’acqua, la comparsa di una coppia di delfini ha suscitato lo stupore e la curiosità di mezzo mondo. 

Le pinne dorsali dei due animali sono state riprese e fotografate dalle banchine, dalle gondole, dai vaporetti che vi si avvicinavano con cautela e le immagini hanno fatto il giro del mondo. 

Probabilmente i delfini, che provenivano dal mare aperto, si sono inoltrati inconsapevolmente nella laguna, ingannati dall’assenza di traffico marittimo e dal silenzio che da un anno è componente fondamentale della maggior parte delle città italiane.

In cerca di cibo, i delfini sono entrati da una delle bocche di porto della laguna e hanno solcato le onde davanti Punta della Salute, nel grande Canale della Giudecca dove solitamente passano le fortemente criticate navi da crociera.

Cosa ci devono insegnare i delfini a Venezia

La presenza di due esemplari di delfino in acque così basse e solitamente così trafficate rende l’evento ancora più straordinario. 
Mai, nella storia registrata di Venezia, dei delfini erano stati avvistati così in prossimità della città. 

La natura ci circonda, lo ha sempre fatto. 
In un’epoca dove però sembriamo noi a circondare e soffocare quello che ci sta intorno, emerge un altro lato della natura. 
Spesso colleghiamo l’ambiente a momenti di pace, di serenità e tranquillità, ma ci dimentichiamo della forza che la natura possiede. 

Henry David Thoreau, autore di Walden, ci ricorda una cosa fondamentale.
Che la salvezza del mondo è nella natura selvaggia. Per questo ci ritroviamo con immenso stupore ad assistere allo spettacolo che i due mammiferi a Venezia hanno messo in scena. 

Il mondo contemporaneo, il capitalismo perpetrato dall’ordine mondiale, paradigma all’interno di cui tutto sembra essersi ridotto alla ricerca del profitto, alla mercificazione dei beni, al superamento dei valori di esperienza, passati in secondo piano rispetto ai valori di scambio, ci catapulta in un mondo estremamente malato ed alienato rispetto a quello che in origine era. 

Thoreau non era un ambientalista. 

Era anzi, a detta sua, un disobbediente civile (come racconta anche in “Disobbedienza Civile” ed in “Resistere”). 

E forse è proprio questo che la natura sta cercando di fare, cerca di resistere e di riprendersi ciò che in principio le apparteneva e due giorni fa l’ha fatto regalandoci lo spettacolo dei delfini a Venezia. 

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