Earth Overshoot Day 2021

Anche quest’anno abbiamo esagerato.
Lo abbiamo fatto più dell’anno precedente e, guardando indietro negli anni, non possiamo che constatare quanto ogni anno la situazione peggiori.
Oggi, infatti, è l’Earth Overshoot Day 2021: il giorno in cui sono finite le risorse naturali per l’anno corrente.

Cosa significa “overshoot”?

L’Earth Overshoot Day (Giorno del Superamento Terrestre) deve il suo nome ad una triste realtà: quella dell’uomo che sfrutta il proprio pianeta, che chiede alla natura più di ciò che lei ha da offrire.

Il nostro pianeta, infatti, possiede una biocapacità, ovvero l’ammontare di tutte le risorse che la Terra è in grado di generare annualmente.

Gli ecosistemi in grado di rigenerare risorse naturali sono però limitati da fattori come la disponibilità di acqua, il clima, la fertilità del suolo, l’energia solare, la tecnologia e le pratiche di gestione.

Nonostante si pensi che siano le risorse non rinnovabili (come petrolio e minerali) a limitare maggiormente le aziende e i processi produttivi delle economie globali, sono quelle naturali e biologiche a farlo.
Ad esempio, se è limitata la quantità di combustibili fossili ancora presenti nel sottosuolo, ancora più lo è la capacità della biosfera di assorbire la CO2 emessa durante la loro combustione.

Overshoot significa quindi “andare oltre”, con una domanda più alta del tasso di rigenerazione e la conseguente entrata in una situazione di “superamento ecologico” (ecological overshoot).

Come viene calcolato l’Earth Overshoot Day?

L’ Impronta Ecologica tiene traccia di quanto terreno biologicamente produttivo (comprese, ovviamente, le superfici acquatiche) è necessario per produrre le risorse naturali di cui “teoricamente necessitiamo“, per ospitare tutte le infrastrutture, strade, case ed edifici e per assorbire la quantità enorme di rifiuti generati, sulla base dello stato attuale della tecnologia e della gestione delle risorse.

I calcoli di Impronta Ecologica (“la domanda totale dell’uomo sulla natura”) sommano quindi le superfici di tutti gli ecosistemi necessari a fornire le risorse utilizzate assumendo che ciascun terreno possa svolgere una sola funzione alla volta.
Domanda che può quindi essere confrontata con la somma totale delle aree ecologicamente produttive, ovvero la biocapacità.

Il Global Footprint Network, un’associazione no profit che sviluppa strumenti per la promozione della sostenibilità, calcola il numero di giorni dell’anno in cui la biocapacità terrestre riesce a sostenere l’impronta ecologica umana.

Il calcolo del giorno “di overshoot” è quindi ridotto dal rapporto tra la biocapacità del pianeta (BIO nella formula) e l’impronta ecologica dell’umanità (HEF nella formula), che da come risultato quella frazione dell’anno in cui abbiamo effettivamente le risorse naturale per sostenere la nostra vita sulla Terrà.
Moltiplicando questa frazione per 365 (il numero di giorni in un anno) si ottiene la data dell’Earth Overshoot Day (EOD nella formula).

Formula per calcolare l'Earth Overshoot Day
Formula per calcolare l’Earth Overshoot Day

Utilizzando questa formula, è stato calcolato l’Earth Overshoot Day 2021: il 29 Luglio.

L’Earth Overshoot Day negli anni

Non vi sono particolari cause che possano portarci a pensare che la situazione, con il passare degli anni, stia migliorando. Infatti, non è cosi.

Stiamo distruggendo il pianeta, spremendo tutte le risorse possibili, depredando i nostri mari delle proprie risorse, allevando intensivamente per aumentare la produzione, deforestando zone per fare spazio all’espansione di città, strade e infrastrutture e molto altro.

In questi giorni, tra l’altro, enormi incendi stanno devastando la Sardegna (in provincia di Oristano): pensate che saranno necessari almeno 15 anni per far si che dove adesso troviamo fuoco e cenere, ricrescano alberi e foreste.

Per riassumere: la biocapacità si sta riducendo, al contrario dell’impronta ecologica che sta crescendo a dismisura.

L'Earth Overshoot Day negli anni.
L’Earth Overshoot Day negli anni.
crediti “Global Footprint Network

L’immagine riportata qua sopra parla da sola.
Potete vedere, infatti, come a partire dagli anni 70 l’Earth Overshoot Day venga anticipato di anno in anno.
Nel 1970 era nel mese di Dicembre, nel 1990 ad Ottobre, oggi a Luglio.
Una curva che pare decrescere sempre più velocemente.

La parentesi dell’anno 2020

Se osservate con attenzione l’immagine precedente, cosa che vi invito a fare, noterete una piccola “anomalia”, una lieve crescita in un continuo precipitare durante gli anni.
Parliamo dell’anno 2020, l’anno in cui abbiamo guadagnato un mese (da Luglio ad Agosto) per postporre l’Earth Overshot Day.

A cosa è dovuto questo cambio di tendenza?
All’emergenza sanitaria globale dovuta dalla pandemia del virus Covid-19, ovviamente.

Situazione chi ha costretto a spostarci meno, consumare meno ed evitare molti degli sprechi e vizi a cui siamo abituati.
Pensiamo ad esempio a tutto il settore della ristorazione, all’intrattenimento notturno, agli spostamenti aerei, navali e su strada.

L’Earth Overshoot Day nei vari Paesi

Il Global Footprint Network ha condiviso un grafico interessante che rappresenta in quale giorno dell’anno cadrebbe l’Earth Overshoot Day se lo stile di vita globale fosse quello di un determinato Paese.

L'Earth Overshoot Day se il nostro stile di vita fosse quello di un determinato paese.
L’Earth Overshoot Day nei vari paesi.
crediti “Global Footprint Network”

Se vivessimo tutti come in Indonesia, questo giorno cadrebbe il 18 Dicembre.
Se tutto il mondo si adeguasse al “modello italiano”, invece, l’EOD sarebbe il 13 Maggio.

Purtroppo, però, ragionare per singoli non conta nulla.
Il Pianeta è uno e, gli errori di un Paese, vengono pagati da tutti.
Anche da chi, per possibilità o per volontà, rispetta la capacità produttiva della Terra.

Una piccola osservazione

Guardando attentamente questo grafico, mi son stupido di come l’EOD della Cina (7 Giugno), Paese tristemente noto per la propria impronta ecologica, potesse essere successivo, ad esempio, a quello dell’Italia.

La risposta a questa mia perplessità è in realtà semplice: la Cina consuma di più, ma produce anche di più, avendo una superficie di circa 9.597.000 km², rispetto a quella italiana che è di “soli” 301.340 km².

Riflessione

Guadagnare un mese di tempo ci è costato cosi tanto, come abbiamo visto prima.
Oltre un anno in cui il Pianeta si è “praticamente fermato”.
Una pandemia globale che ha messo in ginocchio l’economia mondiale, ponendo alcuni settori sull’orlo del collasso.
Anno in cui, tra l’altro, l’insorgere di disturbi psichici e malattie mentali è aumentato a dismisura.
È qui che vi invito ad una riflessione: quale grande cambiamento dobbiamo apportare alle nostre vite per impedire che, tra qualche anno, l’Earth Overshoot Day sia inevitabilmente già a Gennaio?

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Bellolampo viveva insieme al suo branco di cani liberi nella discarica di Palermo situata in Via stradale Bellolampo, dalla quale prende il nome.

Non sappiamo esattamente perché, ma il branco è stato catturato e portato nel canile municipale di Palermo, un luogo assolutamente inospitale, inadeguato e spaventoso per tutti i cani, ma soprattutto per i cani nati liberi che non hanno praticamente mai avuto contatti con l’uomo.

La data di nascita viene indicativamente riportata come l’1/12/2015 e l’ingresso nel canile di Palermo è avvenuto il 9/4/2016.
Bellolampo aveva solo 4 mesi quando è stato tolto dal suo territorio nativo e separato dai suoi fratelli per essere chiuso in un box sovraffollato.

Una volontaria del canile di Palermo segnalò a Buoncanile l’urgenza di trovare una sistemazione migliore per lui così riuscirono a farlo arrivare a Genova nell’ ottobre 2016 insieme ad un'altra cagnolina, Papillon.

Furono i primi cani del #buoncanileprogettopalermo.

Bellolampo ha subito manifestato una forte paura nei confronti delle persone e dell’ambiente, arrivando anche a mordere, mentre si è dimostrato da subito capace e desideroso di instaurare forti legami con gli altri cani.

Nel tempo ha imparato a fidarsi dei gestori del canile e piano piano ad aprirsi anche a pochi volontari selezionati.

Essendo un cane molto carino e anche di piccola taglia negli anni ha ricevuto diverse richieste di adozione, ma tutte incompatibili con il suo carattere diffidente e spaventato.

Una curiosità? Bellolampo ama gli equilibrismi! Gli piace saltare sui tavoli, le panche, le sedie, i muretti e proprio non resiste al fascino della carriola!!

Mix pittina dagli occhi magnetici... salvata da pesante maltrattamento. Viveva a Napoli legata alla ringhiera delle scale condominiali ad una corda cortissima.

Lei è un cane eccezionale, nata nel 2013. Entrata in canile nel 2014 si è subito distinta per le sue naturali doti olfattive: con lei abbiamo lavorato tantissimo sulla discriminazione olfattiva, fino a farle seguire delle vere e proprie piste di sangue finalizzate al ritrovamento di persone scomparse (attività fatte solo ai fini ludici).

Non va d’accordo con i suoi simili, per cui cerca una famiglia senza altri animali in casa, una famiglia dinamica , esperta e disposta ad un percorso conoscitivo.

Paco cerca casa! Si trova a Genova!

Paco è stato adottato da cucciolo con la superficialità di chi crede che un cucciolo sia un foglio bianco sul quale scrivere ciò che si vuole, e con la stessa superficialità è stato portato in canile perché dopo due anni era cresciuto con caratteristiche diverse da quelle di un peluche.

Paco è un cane affettuosissimo, curioso e dinamico, viene presentato a tutti i nuovi volontari del canile come uno tra i cani più equilibrati e gestibili anche per chi è alla prima esperienza.

Ama passeggiare a lungo, è già abituato a vivere in casa, viaggia volentieri in auto, è sempre alla ricerca di nuove avventure da fare in compagnia dei suoi amici, è molto bravo in città, non ha paura delle persone, né dei cani. Non ama i cani maschi, è invece molto bravo con le femmine. Non è compatibile con i gatti.

E’ un cane adulto oramai, è nato nel 2014, una taglia media (circa 20 kg), è un cane che sa gestire bene le emozioni, i suoi bisogni e i suoi spazi.

Paco ha bisogno di un'adozione responsabile, che non sottovaluti i segnali di stress che sa comunicare, soprattutto quando vuole riposare in cuccia senza essere disturbato.

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