Eco-compattatori per il riciclo della plastica

Un investimento da 27 milioni di euro

Il governo ha firmato nel settembre scorso un piano di investimenti da 27 milioni di euro per favorire lo smaltimento e il riciclo della plastica. Come? Attraverso l’utilizzo di eco-compattatori, macchinari per il riciclo della plastica che potrebbero presto arrivare anche nel tuo comune.

Il programma sperimentale “Mangiaplastica” è stato promosso e firmato dal ministro della Transazione Ecologica, Roberto Cingolani. L’obiettivo è quello di dare contributi finanziari alle amministrazioni comunali per incentivare l’acquisto dei macchinari. Così facendo si potrà favorire la raccolta differenziata e migliorare il riciclo di materiali. Combattere lo spreco della plastica è necessario per contrastarne la sua dispersione, proprio come avevamo già visto in altri articoli del nostro blog.

Cosa sono gli eco-compattatori e come funzionano?

Forse è un termine nuovo, o forse potrebbe esserti già capitato di vederli vicino a supermercati, parchi o centri commerciali. In sintesi, gli eco-compattatori sono dei macchinari per la raccolta differenziata che letteralmente mangiano la plastica, riducendone il volume. Sono specialmente utili per lo smaltimento di bottiglie o flaconi realizzati in Pet, il materiale plastico più riciclato in Italia. 

Pet sta per polietilentereftalato, una sorta di scioglilingua che identifica uno dei principali imballaggi utilizzati nell’industria alimentare, e il più facilmente riciclabile, perché non mescolato ad altre sostanze.

Le tante vite del Pet

Il Pet, a differenza di altre plastiche, non perde le sue proprietà fondamentali durante il processo di recupero. Rispettando inoltre le condizioni igieniche imposte in ambito alimentare, cosmetico e farmacologico, il PET trova molti impieghi. Grazie alle sue proprietà viene usato nella produzione di contenitori, pellicole e addirittura nel campo del tessile. Le possibilità offerte dal PET possono essere infinite. In base al numero di bottiglie di Pet a disposizione si possono produrre coperte, maglioni, felpe e montature per gli occhiali.

Da gennaio 2021 inoltre è possibile per legge produrre bottiglie e contenitori per alimenti al 100% in Pet riciclato, mentre prima era consentito solo al 50%. L’unica regola da rispettare è che il pet riciclato venga da altri imballaggi alimentari.

In Italia è il consorzio CORIPET che costituisce il primo modello italiano di economia circolare su scala industriale applicata alle bottiglie in PET. Coripet segue due strade per il riciclo di Pet. Quella della raccolta differenziata tradizionale e quella innovativa, attraverso la raccolta selettiva di bottiglie in Pet proprio grazie agli eco-compattatori.

Distribuzione sul territorio

Gli eco-compattatori infatti non sono un concetto nuovo sul territorio italiano. Hanno fatto la loro comparsa ormai da qualche anno, spesso legati a progetti creati da marchi importanti nell’industria alimentare.

Oltre a Corpiet, Ricilia, GreenEvo e Green Money sono alcune delle società che forniscono i macchinari. Questi vengono spesso installati all’esterno di supermercati e centri commerciali a cui sono affiliati. Il valore dell’essere associati a queste realtà è proprio quello di incentivare i cittadini a riciclare attraverso il rilascio di buoni spesa.

Da qualche anno è infatti possibile pagare la spesa con le bottiglie di plastica riciclata. Un vantaggio economico sia per i cittadini che per le società che recuperano plastica a costo zero e a cui possono dare una nuova vita.

Altri esempi sul territorio

Ma i buoni non riguardano solo i generi alimentari. A Roma dalla collaborazione di Atac (azienda del trasporto pubblico di Roma) e Coripet, ogni 30 bottiglie si può addirittura ottenere un biglietto gratis per viaggiare in città.

In Emilia-Romagna invece, gli eco-compattatori sono stati installati addirittura sulle spiagge di Rimini. La città, che aderisce a Romagna Plastic Free / 2023, utilizza questo protocollo con l’obiettivo di abbandonare la plastica monouso, per prevenirne la dispersione in mare. Gli eco-compattatori diventano così particolarmente utili in estate e nel caso si organizzino eventi in spiaggia.

L’impegno del governo

Il nuovo programma Mangiaplastica finanziato dal governo vuole così ampliare e rafforzare il sistema di riciclo già in atto nel territorio italiano, favorendo sempre più un’economia circolare e senza sprechi. Il Ministero della Transizione Ecologica si impegna a incentivare l’acquisto di un eco-compattatore per i comuni con meno di 100 mila abitanti, e di uno ogni 100 mila abitanti per gli altri comuni. Il contributo economico è di 15.000 euro per macchinari di capacità media e di 30.000 euro per quelli di capacità alta. Il progetto dovrebbe durare per almeno altri tre anni, fino al 2024.

E noi non possiamo che augurarci che sempre più comuni decidano di investire nel progetto per dare alla plastica una nuova vita (o anche due).

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