Il mondo animale di Isabella Rossellini

Anche quest’anno il vostro Dodo è stato alla Festa del Cinema di Roma e ha scoperto delle piccole perle. Infatti, siccome Isabella Rossellini ha vinto il premio alla carriera, un’intera sezione del festival è stata dedicata a lei. Come immaginavo, la maggior parte dei film selezionati erano quelli in cui recitava o quelli di suo padre che lei aveva scelto personalmente perché significativi nella sua vita. Ciò che non potevo aspettarmi invece è che Isabella Rossellini è anche una regista e soprattutto che ha scelto di mettere al centro dei suoi cortometraggi gli animali, anzi la riproduzione animale! E oggi parleremo proprio di queste sue opere prime.

La copertina di Green Porno con Isabella Rossellini

Il presente

Non voglio concentrarmi sulla sua carriera da modella e attrice, che in fondo conosciamo un po’ tutti. Se voleste informarvi, lei stessa ha scritto un’autobiografia intitolata Qualcosa di me e la si può anche vedere in film meravigliosi. Ma oggi voglio piuttosto raccontarvi l’Isabella Rossellini che ho sentito parlare alle presentazione dei corti, la regista, l’etologa, la contadina, l’attivista. Insomma, parlerò di tutti gli aspetti che mi hanno fatto innamorare ancora di più di lei.

Innanzitutto, a circa 50 anni, si è iscritta all’università per laurearsi in Etologia, un ramo della biologia che studia il comportamento animale. E qui ha sottolineato di quanto si fosse sorpresa nello scoprire che è una scienza piena di donne, la più famosa è probabilmente Jane Goodall – questo non è scontato, come abbiamo visto nella recensione del libro Ragazze per l’ambiente. Ad ogni modo, la scelta di questa facoltà non dovrebbe stupire perché Isabella ha sempre amato gli animali e ne è sempre stata incuriosita e affascinata, come racconta nel suo film Animals distract me (2011).

Qualche anno dopo, ha anche deciso di andare a vivere in campagna. Ma ovviamente non si è limitata solo a trasferirsi poco fuori New York, no. Nel 2013 ha comprato un terreno e fondato la fattoria biologica Mama Farm. Anche in questo caso ha voluto specificare che all’epoca non era affatto cosciente di quanto fosse difficile mandare avanti una fattoria e lavorarci. Anche perché in questa fattoria lei e i suoi collaboratori coltivano verdure, accolgono api e allevano polli, pecore e capre. Insomma non stanno con le mani in mano.

Inoltre, da decenni, Isabella Rossellini è un’attivista per la conservazione della fauna selvatica, in particolare il suo supporto ha aiutato molto la Central Park Conservancy, che si impegna per la tutela ambientale del famoso parco newyorkese. E come se non bastasse, si occupa anche dell’addestramento di cani guida.
Infine, la parte che stavamo tutti aspettando: ha deciso di mettersi anche dietro alla macchina da presa.

Scritto e diretto da Isabella Rossellini

Alla presentazione del suo primo film Mio padre ha 100 anni (2005), un cortometraggio di 17 minuti che omaggia Roberto Rossellini, Isabella spiega che non avrebbe mai pensato di poter fare la regista. Infatti, quando era piccola e andava sui set dei suoi genitori, vedeva troupe gigantesche ed era sicura che non avrebbe mai saputo gestire tutte quelle persone. Questa sua convinzione è cambiata solo grazie al regista d’avanguardia Guy Maddin, con cui ha codiretto il suo primo film, perché lui lavorava al massimo con una decina di collaboratori. Così ha scoperto di poter fare la regista anche lei e ha scelto di lavorare proprio con la troupe canadese di Maddin.

A questo punto entra in gioco un altro personaggio importantissimo per la carriera registica di Isabella, ovvero Robert Redford. Infatti è lui che decide di comprare il film Mio padre ha 100 anni e distribuirlo sul suo canale televisivo SundanceTV. In questo modo la incoraggia a continuare su questa strada. Qui devo sottolineare che la scelta di Redford non è scontata, perché il film è molto particolare. Tuttavia preannuncia già lo stile surrealista di Isabella che decide di rappresentare suo padre come una grandissima pancia e di interpretare lei stessa tutti gli altri ruoli: con parrucche e travestimenti veste i panni di tutti i grandi registi dell’epoca che conversano tra di loro e con la pancia di Roberto.

Infine Robert Redford è anche il primo a consigliarle di continuare con i cortometraggi, anche solo di qualche minuto, e di aprirsi un canale YouTube. Questo social media era agli esordi ma già lo incuriosiva molto proprio per la libertà del minutaggio che non ti danno le distribuzioni cinematografiche e televisive.

Green Porno, Seduce Me e Mammas

Da amante degli animali, Isabella Rossellini sceglie subito come primo tema quello ambientalista e gira Green Porno (2008). Sono brevi storie sugli accoppiamenti degli animali, in cui spesso viene interpellato il biologo Claudio Campagna per spiegare come tutelare alcune specie. Quello che mi ha colpita di più è la realizzazione scenica: dai costumi ai props, alle scenografie. E poi senz’altro vedere Isabella travestita da tutti gli animali, uno più esilarante dell’altro, è ciò che rende queste serie davvero uniche. Grazie alla simpatia che trasmette, riesce senza difficoltà nel suo intento divulgativo e infatti la serie ha avuto un grande successo. Di Green Porno, vi direi di iniziare con la puntata sulle acciughe.

Isabella Rossellini travestita da mantide in una puntata di Green Porno
Puntata sulla mantide religiosa in Green Porno

Nel 2010 continua sulla stessa scia con la serie Seduce Me, che prende in esame le strategie di corteggiamento degli animali. Questa è probabilmente la mia preferita. Non solo è quella che trovo più divertente, ma in ogni episodio ho scoperto qualcosa che non sapevo affatto. Per iniziare vi consiglio la puntata sulla cimice da letto, che potrebbe farvi schifo come insetto ma interpretato da Isabella è meraviglioso, ve lo assicuro.

Infine arriva Mammas (2013), una serie interamente dedicata al famoso “istinto materno”. Qui Isabella Rossellini ci spiega quanto sia sbagliato o almeno limitato pensare che questo istinto sia naturale e solo femminile. Cita naturalmente l’esempio più noto della gravidanza del cavalluccio marino maschio, ma elenca anche diverse altre specie che seguono lo stesso comportamento e altre che si liberano dei propri figli senza pietà. Nella puntata introduttiva ce lo spiega lei stessa.

Insomma, guardateli tutti, non ve ne pentirete! E soprattutto vi verrà voglia di parlarne con chiunque, proprio come me.

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