La Rosa

Acta plantarum – un esemplare di R. canina

La Rosa gode di una fama senza precedenti nel mondo naturale. Lei è la star di tutti i fiori, denominata la regina. In questo articolo vedremo come questo fiore abbia conquistato l’uomo sin dagli arbori delle antiche civiltà divenendo il fiore più conosciuto e coltivato nella storia dell’uomo. Le epoche storiche che ha attraversato ne hanno mutato il suo simbolismo culturale e religioso: dal fiore della lussuria e della dissipatezza, a quello della purezza e della pace.

Simbologia della Rosa

Il nome “rosa” si pensi ha origini dal sanscrito vrad o vrod, dal celtico rhood (o rhuud), a dal greco rhodon proveniente a sua volta dalla lingua protoindoeuropea. Dalle varie origini del nome si può percepire l’importanza che questo fiore ha avuto sulle antiche culture fino al giorno d’oggi. Nel 600 a.C., la poetessa greca Saffo definì la Rosa “ornamento della Terra” e “regina di tutti i fiori”.

La Rosa selvatica è originariamente caratterizzata da due colori principali: rosa e bianco. La sua antica e vasta distribuzione in Asia, Europa, Africa e Americhe ha dato vita a una naturale ibridizzazione tra diverse specie che ne ha generato di nuove nei millenni a venire. A questa sua naturale varietà va aggiunta quella creata dall’uomo, che da tempi immemori ha ibridizzato a sua volta varie specie provenienti dagli angoli del mondo generando nuovi colori e modificandone il numero di petali presenti sul fiore.

Al giorno d’oggi, possiamo trovare rose di svariati colori che nei secoli hanno assunto un simbolismo diverso. Quella blu indica mistero e saggezza; rossa è emblema dell’amore e della passione; bianca simbolo di purezza, innocenza e spiritualità; arancione caratterizzata da fascino e bellezza; gialla il cui significato varia dalla gelosia e vergogna alla libertà; pallida che rappresenta l’amicizia; carminio che simboleggia fantasie erotiche; e rosa indica la felicità perfetta, la gratitudine e la tenerezza.

E non solo il suo colore, ma anche la provenienza della Rosa ha dato origine a significati diversi come la rosa damascena simbolo dell’elogio della bellezza della carne, la rosa cinese indica dispetto e riconciliazione, la rosa Gallica/francese che è un invito ad incontrarsi al chiaro di luna, la rosa di Banks che esprime bellezza sia nel riso che nel pianto, e la rosa del Bengala che rappresenta la compostezza dell’animo.

La storia della Rosa e la sua diffusione

Grazie a degli studi di reperti fossili appartenenti all’era dell’Oligocene (35 milioni di anni fa) e rinvenuti in diverse parti del mondo, sappiamo che il genere delle rose è presente sulla Terra da molto tempo. Alcuni studiosi ritengono però che la Rosa sia comparsa nell’Eocene, e quindi 40-60 milioni di anni fa. Grazie ai ritrovamenti, si sa che questo fiore era diffuso su tutto l’areale settentrionale, dalle più basse quote sopra il livello del mare fino a 4000 metri di altezza, dove è stata ritrovata sull’Himalaya.

La Rosa (famiglia delle Rosaceae) è composta da 150 a 300 specie. Appunto per la sua naturale ibridizzazione ci sono difficoltà nel definire la quantità effettiva di specie esistenti allo stato selvatico. E se complichiamo il quadro con tutte le specie create dall’uomo, il numero sale a 10 000 fino a 35 000 specie esistenti. Il fiore della Rosa è ermafrodite, ossia che presenta sullo stesso fiore organi maschili e femminili, e quindi in grado di autoriprodursi. L’ibridizzazione artificiale, che caratterizza la storia umana degli ultimi circa 4000 anni, consentì di aumentare il numero di petali da 4/5 fino ad una esagerazione di 60-100 petali per fiore. Il culmine di questa “mania” di incroci tra le specie si raggiunse nel XVII secolo quando arrivarono in Europa le specie e gli ibridi provenienti dalla Cina.

La variazione ibrida di Comte de Chambord, con un maggior numero di petali rispetto alle sue sorelle selvatiche. Rose.it

La “rosa-mania” in Occidente e in Oriente

La rosa-mania si sviluppo fin dall’antichità in due mondi separati, l’Occidente e e la Cina, e l’incontro tra le due culture avvenne in tempi più recenti. Infatti, l’utilizzo e la coltivazione della Rosa a scopo ornamentale ed erboristico ha origini millenarie. Dai Fenici, ai Greci, ai Romani, essi diffusero il suo utilizzo prima nel Medio Oriente, e solo dopo in tutto l’Occidente.

Anche qua, come per il Timo, Carlo Magno (356-323 a.C.) fu ammaliato da questo fiore e fu fautore della diffusione delle pratiche di coltivazione in tutto l’Impero Romano. Durante l’epoca romana prima della nascita di Cristo, la Rosa assunse un significato di lussuria, passione, amore e dissipatezza. Fu così che, con l’avvento del Cristianesimo e la caduta dell’Impero Romano, i cristiani tentarono di bandire la pianta dalle colture. Ma nei secoli successivi, furono gli stessi monaci, giardinieri per eccellenza, ad esaltare nuovamente le proprietà della Rosa per la produzione di sciroppi per la tosse, acque disinfettanti e confetture ricche di vitamina C (prodotte dalle bacche). Inoltre attribuirono alla Rosa bianca il simbolo di purezza e spiritualità.

Curiosità: gli Antichi Romani furono i primi ad ottenere la fioritura della Rosa durante i mesi invernali. Essi sfruttavano le acque termali per creare le condizioni climatiche ottimali alla fioritura. Le coltivazioni erano disposte sui muri in direzione est-ovest, dove scorrevano le acque termali, creando delle vere e proprie serre rudimentali. I giardinieri coprivano poi i roseti con dei teli per proteggerli dal freddo notturno, e le piante godevano del calore emanato dai muri e irradiato dalle acque calde.

La Rosa in Cina

In Cina, invece, abbiamo testimonianze da Confucio, circa nel 500 a.C., dell’impiego della coltivazione della Rosa nei giardini imperiali, per loro fiori sacri insieme alle peonie, e della presenza nella biblioteca imperiale di molti libri ad essa dedicati. La sua coltivazione risale al 2700 a.C. in Cina. Anche i Sumeri, quasi contemporaneamente ai cinesi, si dedicarono alle pratiche di coltivazione della Rosa. Queste informazioni arrivano a noi grazie al ritrovamento di antiche tavolette nelle tombe dei re di Ur (Bassa Mesopotamia) (2684-2630 a.C). La rosicultura si diffuse successivamente anche in Giappone, in Kashmir e in Siria, nonché l’antica Persia.

Acta plantarumR. chinensis, proveniente dalla Cina.

Qualche anno fa nacque a Pechino il primo museo al mondo interamente dedicato ad un fiore, il Museo delle Rose. Il museo accoglie la sua storia, la tradizione, e il suo simbolismo.

The Rose Museum (Pechino)

La Rosa in Islam

Riportiamo qui brevemente il concetto che la Rosa ha caratterizzato anche la cultura religiosa musulmana. Così come nel mondo cattolico, la Rosa simboleggia il sangue di Maometto nella cultura islamica.

Mitologia e Leggende

Non potevano mancare, per il fiore a cui è stato dedicato l’unico museo al mondo, miti e leggende che raffigurano la nascita della Rosa. Vediamo insieme alcune delle più famose:

Mitologia greca

Nella mitologia greca, diverse entità divine ebbero un ruolo fondamentale per la nascita della Rosa e tutte le sue caratteristiche. Si narra di Cloride, la dea dei fiori, che trasformò una ninfa morta in una rosa per conservarne la sua bellezza. Intervennero poi le Cariti, le tre divinità legate alla bellezza, che le donarono un aspetto estremamente attraente. Il dio Dioniso le donò il suo delicato e inconfondibile profumo, mentre Apollo creò le condizioni climatiche adatte per permettere alla regina dei fiori di fiorire ovunque sulla Terra.

Un altro mito greco racconta di Adone – figlio dell’incestuoso rapporto tra Cinira il Re di Cipro e sua figlia Mirra – simbolo della bellezza maschile, della morte e del rinnovamento della natura, e di Afrodite, dea greca dell’amore, della bellezza, della passione e della generazione. Secondo la leggenda Afrodite, innamorata di Adone, affidò il fanciullo a Persefone, dea degli inferi, per preservarne la sua bellezza. Con il tempo anche Persefone si innamorò di Adone, e tra le due possenti divinità nacque un’acerrima contesa per lui. Ma Afrodite ebbe apparentemente la meglio, e Persefone per vendicarsi si recò da Ares, il dio della guerra, il cui cuore bruciava d‘amore per Afrodite. Preso dall’ira, Ares si trasformò in cinghiale e ferì mortalmente Adone. Afrodite cercò di soccorrere Adone nei suoi ultimi momenti di vita, ma si ferì le gambe con dei rovi. Dalle gocce di sangue che penetrarono il terreno nacque la prima Rosa rossa con un gambo ricoperto di spine.

Leggende Medievali

In questo periodo varie leggende popolari hanno preso luogo ma quelle che hanno realmente definito il simbolismo della Rosa in quest’epoca sono quelle di origine religiosa. Una leggenda cristiana narra che il colore rosso della Rosa sia stato generato dal sangue di Cristo sulla Croce. Ha pertanto anche il significato simbolico delle piaghe del Cristo dalle quali sgorgò il Suo Sangue per la redenzione dell’umanità. Infatti, nel cristianesimo la Rosa rossa è simbolo della carità che spinta all’estremo può anche portare al martirio. La Rosa bianca e la Rosa rosa sono invece attribuite alla purezza e alla spiritualità, rappresentative della Vergine Maria. Infatti, storicamente essa è rappresentata nei dipinti con Gesù bambino adornata di elementi simbolo come le rose.

La Madonna di Roseto di Bernardino. Pinacoteca di Brera, Milano

Letteratura

Il significato ampio e profondo della Rosa ha avuto un impatto importante nella letteratura e nell’arte di tutto il mondo. In testi, poesie e saggi viene rincarnato l’aspetto puro e divino della rosa bianca come anche la passione e l’amore legato alla rosa rossa. Tra i più conosciuti che sono stati ispirati da questo fiore possiamo trovare Petrarca, Ariosto, Dante nel Paradiso della Divina Commedia, Shakespeare, Antoine de Saint-Exupéry, Emily Dickinson, Alfred de Musset, Alda Merini, Albert Samain, e ancora tantissimi altri. Qui, vi propongo Per una rosa di Alda Merini:

Per una rosa

Vorrei essere te, così violenta
così aspra d’amore,
così accesa di vene di bellezza
e così castigata.

Vorrei essere te: sola è piovuta
una splendida frase musicale
dalle mani di Dio quando protese
dentro l’abbraccio della creazione
spaventava ogni nulla
e il cammino degli esseri incalzava.

Tu sei pausa di Dio: Dio in te riposa.

Alda Merini

Riferimenti

Il giardino del Tempo

Nino Sanremo

Dossier Rosa. Le rose degli Hanbury a 150 anni dalla fondazione dei Giardini (2017). Mariotti Mauro, Zappa Elena, Pier Giorgio Campodonico.

La Compagnia delle Rose

Il Bosco dei Tesori

Herman F. Becker (1963). The fossil records of the genus Rosa. Bulletin of the Torrey Botanical Club. Vol. 90, No. 2, pp. 99-110

Piante che Passione

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Bellolampo viveva insieme al suo branco di cani liberi nella discarica di Palermo situata in Via stradale Bellolampo, dalla quale prende il nome.

Non sappiamo esattamente perché, ma il branco è stato catturato e portato nel canile municipale di Palermo, un luogo assolutamente inospitale, inadeguato e spaventoso per tutti i cani, ma soprattutto per i cani nati liberi che non hanno praticamente mai avuto contatti con l’uomo.

La data di nascita viene indicativamente riportata come l’1/12/2015 e l’ingresso nel canile di Palermo è avvenuto il 9/4/2016.
Bellolampo aveva solo 4 mesi quando è stato tolto dal suo territorio nativo e separato dai suoi fratelli per essere chiuso in un box sovraffollato.

Una volontaria del canile di Palermo segnalò a Buoncanile l’urgenza di trovare una sistemazione migliore per lui così riuscirono a farlo arrivare a Genova nell’ ottobre 2016 insieme ad un'altra cagnolina, Papillon.

Furono i primi cani del #buoncanileprogettopalermo.

Bellolampo ha subito manifestato una forte paura nei confronti delle persone e dell’ambiente, arrivando anche a mordere, mentre si è dimostrato da subito capace e desideroso di instaurare forti legami con gli altri cani.

Nel tempo ha imparato a fidarsi dei gestori del canile e piano piano ad aprirsi anche a pochi volontari selezionati.

Essendo un cane molto carino e anche di piccola taglia negli anni ha ricevuto diverse richieste di adozione, ma tutte incompatibili con il suo carattere diffidente e spaventato.

Una curiosità? Bellolampo ama gli equilibrismi! Gli piace saltare sui tavoli, le panche, le sedie, i muretti e proprio non resiste al fascino della carriola!!

Mix pittina dagli occhi magnetici... salvata da pesante maltrattamento. Viveva a Napoli legata alla ringhiera delle scale condominiali ad una corda cortissima.

Lei è un cane eccezionale, nata nel 2013. Entrata in canile nel 2014 si è subito distinta per le sue naturali doti olfattive: con lei abbiamo lavorato tantissimo sulla discriminazione olfattiva, fino a farle seguire delle vere e proprie piste di sangue finalizzate al ritrovamento di persone scomparse (attività fatte solo ai fini ludici).

Non va d’accordo con i suoi simili, per cui cerca una famiglia senza altri animali in casa, una famiglia dinamica , esperta e disposta ad un percorso conoscitivo.

Paco cerca casa! Si trova a Genova!

Paco è stato adottato da cucciolo con la superficialità di chi crede che un cucciolo sia un foglio bianco sul quale scrivere ciò che si vuole, e con la stessa superficialità è stato portato in canile perché dopo due anni era cresciuto con caratteristiche diverse da quelle di un peluche.

Paco è un cane affettuosissimo, curioso e dinamico, viene presentato a tutti i nuovi volontari del canile come uno tra i cani più equilibrati e gestibili anche per chi è alla prima esperienza.

Ama passeggiare a lungo, è già abituato a vivere in casa, viaggia volentieri in auto, è sempre alla ricerca di nuove avventure da fare in compagnia dei suoi amici, è molto bravo in città, non ha paura delle persone, né dei cani. Non ama i cani maschi, è invece molto bravo con le femmine. Non è compatibile con i gatti.

E’ un cane adulto oramai, è nato nel 2014, una taglia media (circa 20 kg), è un cane che sa gestire bene le emozioni, i suoi bisogni e i suoi spazi.

Paco ha bisogno di un'adozione responsabile, che non sottovaluti i segnali di stress che sa comunicare, soprattutto quando vuole riposare in cuccia senza essere disturbato.

Ciao, grazie per prendere in considerazione l'opzione di adottare un nido.
QUOTANIMALE è il codice sconto dedicato del 10% sul progetto Bird House, valido sia per adottare il nido con prodotto abbinato, sia per ricevere solo il certificato digitale.
Fanne buon uso!

Yoga è stata pescata accidentalmente da un peschereccio a strascico davanti alla costa di Cesenatico. Attualmente sta svolgendo il processo di riabilitazione in vasca presso le strutture di Cestha e nei prossimi giorni svolgerà gli accertamenti veterinari. Ancora non ha iniziato ad alimentarsi, si deve ancora abituare alla sua vasca.

The Black Bag ha deciso di battezzarla con il nome Yoga - dopo averla adottata - per ringraziare David e Gruppo Yoga Solidale Genova per aver contribuito, con una donazione, alla sua adozione.