La Stella Alpina

Foto: Lucia Doni

La Regina delle Alpi. Emblema dell’Arco Alpino. Una pianta speciale e unica avvolta dal mistero della sua stessa peculiarità. La Stella Alpina è protagonista di leggende, culture e simbolismo. Ed è stata anche utilizzata nella storia come propagatrice di messaggi politici.

Bioma della Stella Alpina

Il Leontopodium alpinum appartiene alla famiglia delle Asteraceae e la sua distribuzione comprende tutto l’Arco Alpino europeo, i Pirenei ed i Carpazi – per questo viene comunemente chiamato Stella Alpina. La si può trovare ad un’altitudine compresa tra i 1500 e i 2300 metri sopra il livello del mare, su suoli calcarei, soleggiati ed in habitat di praterie naturali, pascolate e rocciose. Questa specie si trova, inoltre, con grande frequenza nelle steppe dell’Asia centrale, anche ad un’altitudine di 200 metri sopra il livello del mare. In Svizzera, la pianta è stata addirittura trovata ad un’altitudine superiore ai 3000 metri, cioè in condizioni estremissime dove la vegetazione è molto rarefatta, e morene e pareti rocciose dominano il paesaggio.

Curiosità: la struttura del fiore della Stella Alpina è più complessa di come si presenta. In realtà, quelli che sembrano petali “lanosi”, disposti a stella intorno al fiore, sono delle foglie floreali definite in botanica brattee. Esse, grazie alla loro fitta pelosità, hanno la funzione di contrastare eccessive perdite d’acqua e proteggerla dai raggi ultravioletti del sole d’alta montagna. E il suo fiore non è un solo fiore ma piuttosto è formato da 5-8 capolini che posso presentare nel suo complesso tanti piccolissimi fiorellini.

Foto: Parco Nazionale Gran Paradiso

L’origine della Stella Alpina

L’origine della Stella delle Alpi è tuttora incerta a causa della mancanza di relitti fossili che ne testimoniano la distribuzione d’origine e la sua conseguente espansione. Solo grazie a studi di filogenesi molecolare della specie, i ricercatori hanno potuto formulare l’ipotesi che descrive il suo arrivo nell’Europa dell’Est dall’Asia Centrale (Mongolia e Tibet). Inoltre la storia geologica dell’Eurasia e dell’orogenesi alpina suggerisce la migrazione della specie durante cicli climatici più freddi durante il Pleistocene (da 2,5 mln a 11.650 anni fa). Di fatto, l’ipotesi più condivisa dichiara che la Stella Alpina sia arrivata da noi durante l’ultima era interglaciale (circa 120.000 anni fa).

Curiosità: nella Riserva Naturale Valle del Freddo, nel bergamasco, possiamo trovare specie della flora e della fauna montana pur trovandoci a soli 360 metri sul livello del mare. Le specifiche condizioni ambientali tipiche della montagna sono create e mantenute grazie alla particolare conformazione del terreno e la sua topografia. Questa è una vera e propria rarità microclimatica caratteristica dell’Europa. Nella valle sono presenti esemplari della Stella Alpina ed è una grande peculiarità perché, come abbiamo visto, lei domina quote dai 1500 metri in su. Sì, si trova anche negli ecosistemi steppici dell’Europa dell’Est a 200 metri, ma qui abbiamo condizioni ambientali molto aride e fredde, proprio gli ambienti che lei ama.

Etimologia e Simbologia della Stella Alpina

Il nome Leontopodium, attribuito dal botanico Robert Brown nel 1817, è un derivato latino dal più antico nome greco λεοντοπόδιον (da “léon” leone e “pòdion” piede), che faceva riferimento alla forma dei fiori simili ad una zampa di leone.

In Austria, Svizzera e Germania è conosciuta in tedesco con il nome Edelweiss che significa “nobile bianco”, perché per riuscire a raccoglierla, data l’alta altitudine in cui si trova, servono fatica e coraggio. Il mistero in cui è avvolta la Stella Alpina e il fascino che ispira gli ha attribuito un simbolismo d’amore e sentimentalismo. In passato, in alta montagna gli innamorati andavano a raccogliere il fiore nei luoghi più ardui come prova d’amore, coraggio, resistenza e tenacia. Infine la pianta divenne simbolo della Svizzera nella seconda metà del XIX secolo.

La Stella Alpina tra Storia e Leggenda

La Regina delle Alpi iniziò a ricevere grande notorietà dalla fine del 1880 diventando il simbolo per eccellenza della montagna e della cultura alpina in assoluto. Infatti, questo fenomeno è legato al boom dell’alpinismo che prese luogo alla fine del XIX secolo e alla conseguente diffusione popolare delle tante leggende circa le sue caratteristiche uniche. Da qui in avanti la Stella assunse svariati significati e simbolismi spirituali, culturali, ambientali e anche politici.

I Messaggi Politici

Nel XIX secolo, il fiore acquisì un simbolismo che rappresentava una dimensione paradisiaca per quelli scettici verso l’espansione delle città europee, e quindi contro i fenomeni di urbanizzazione e migrazione dalle campagne per una vita in città.

Nel XX secolo, nelle Germania e Austria naziste la Stella Alpina divenne emblema del nazionalsocialismo in quanto fiore preferito di Adolf Hitler. Ma allo stesso tempo, paradossalmente, fu anche il simbolo dei Pirati della stella alpina, il movimento di resistenza antinazista. Nel 1959, il compositore Richard Rodgers e l’autore dei testi Oscar Hammerstein II produssero la canzone Edelweiss per il musical di Broadway Tutti insieme appassionatamente, una dichiarazione del patriottismo austriaco e della resistenza al Nazismo.

I Suoi Poteri Magici

In passato si riteneva che il fiore avesse poteri esoterici. Questa usanza venne descritta dal naturalista austriaco Karl von Moll (1760-1838) dopo una conversazione avuta con un contadino. Egli affermava che il fumo del fiore bruciato sotto forma d’incenso era in grado di scacciare gli spiriti che attaccavano il bestiame e che provocavano infezioni alla mammella.

La Leggenda della Stella Cometa di Gesù Bambino

Durante la notte della nascita di Gesù, la stella cometa apparve ai Re Magi a indicare loro la strada per Betlemme. Ella si mise poi a giocare e a viaggiare nei cieli sorvolando tutte le bellezze della Terra: gli oceani, i deserti, la selva, i poli ghiacciati. Affascinata dall’abbondanza di meraviglie sul Pianeta, una in particolare la colpì: le Alpi. Vette innevate, pareti verticali e immense distese di praterie fiorite le fecero pensare che quello doveva essere il Paradiso terreno. E disse: “Forse è il caso che mi fermi qui, sarà come essere in cielo per me!”. Fu così che l’Angelo le diede la possibilità di restare sulla Terra rendendola un fiore con radici forti per sostare anche sui pendii più vertiginosi e con un manto di lana bianca per proteggerla dalle notti gelide di quei luoghi altissimi.

La Leggenda Alpina

La Leggenda di una Montagna in Solitudine

C’era una volta una montagna che non riceveva mai visite perché era troppo alta. E neanche la maggior parte delle piante e degli alberi era capace di raggiungerla per consolarla. Prigioniera di questa grande solitudine, la montagna sopperiva al suo destino versando lacrime in silenzio. Persino le stelle si accorsero della sua tristezza. In una notte di cielo senza nuvole, una di loro ebbe pietà di quel pianto e scese dal cielo. Scivolando tra le rocce e i crepacci si fermò sull’orlo di un precipizio per farle compagnia. La montagna, infinitamente grata di questo gesto, l’avvolse in una candida peluria bianca con le sue mani di pietra per proteggerla dal freddo e la strinse legandola a sé con delle forti radici per scaldarla. Al sorger del sole, era la nata la prima Stella Alpina.

Uso Terapeutico

La Stella Alpina è capace di far fronte a condizioni climatiche ed ambientali difficili ed estreme grazie allo sviluppo di forti difese per adattarsi alla natura. Queste proprietà sono racchiuse nell’essenza della pianta, appunto gli oli essenziali. I diversi studi scientifici ne hanno constato le proprietà antibatteriche per il contenuto di fitosteroli e sitosteroli nel fiore, antinfiammatorie ed anti-aging grazie alla loro azione anti-ossidante e inibizione dei radicali liberi. Inoltre, l’estratto di radice della pianta è un possibile candidato per l’avanzamento degli studi per curare patologie celebrali. Essa è anche utilizzata per contrastare dolori reumatici, come astringente e per curare la tosse, com’è d’usanza, per esempio, nella zona del Tirolo.

In ogni caso, la Stella Alpina è una specie protetta con conseguente divieto di raccolta. Purtroppo la raccolta indiscriminata della specie sin dal 1700 ne ha causato la progressiva riduzione nei suoi habitat, e la sua protezione ha il fine di evitarne l’estinzione dal momento che è una pianta spontanea e di difficile coltivazione.

Se nonostante tutto siamo incuriositi dai suoi effetti benefici, esiste un mercato sostenibile di cosmetici contenenti gli oli essenziali della Stella, prodotti da ditte specializzate che ne gestiscono la sua specifica coltivazione.

Un po’ di Poesia

Vi lascio con un’estratto di una poesia di Piero Marelli, contenuta per intero nella raccolta di poesie il “Corale delle Dolomiti” (La Vita Felice, 2013) e che potete trovare a questo link.

“Stella Alpina”

[…] io, stella, che ha lasciato tutte le altre stelle
per il desiderio di darmi alle pietre
restando però loro sorella, come a queste montagne
che bevono vino rosso ogni volta
al tramonto, il dono di chi non ha altro da offrire,
faccia d’erba regalata spalancando gli occhi
con il sapore della neve nella bocca
l’ombra del falco sulla fronte
il mondo delle piogge nei piedi.

Lasciatemi qui, perché ogni anno
voglio ripetervi le mie confidenze,
l’inquietudine che è la stessa del torrente
e se nevica fuori stagione non metterò nel conto
neanche uno spavento e nessuna voglia
di andarmene. Resterò qui, ascoltando il vento
con il suo racconto portato da lontano,
voci indefinibili di una canzone conosciuta a memoria. […]

Riferimenti

Montagna di Viaggi

Sali in Vetta

AlpiFlora

News in Quota

La Stanza nel Bosco

Val Cavallina – Comitato Turistico

Montagne Selvagge

House of Switzerland

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Bellolampo viveva insieme al suo branco di cani liberi nella discarica di Palermo situata in Via stradale Bellolampo, dalla quale prende il nome.

Non sappiamo esattamente perché, ma il branco è stato catturato e portato nel canile municipale di Palermo, un luogo assolutamente inospitale, inadeguato e spaventoso per tutti i cani, ma soprattutto per i cani nati liberi che non hanno praticamente mai avuto contatti con l’uomo.

La data di nascita viene indicativamente riportata come l’1/12/2015 e l’ingresso nel canile di Palermo è avvenuto il 9/4/2016.
Bellolampo aveva solo 4 mesi quando è stato tolto dal suo territorio nativo e separato dai suoi fratelli per essere chiuso in un box sovraffollato.

Una volontaria del canile di Palermo segnalò a Buoncanile l’urgenza di trovare una sistemazione migliore per lui così riuscirono a farlo arrivare a Genova nell’ ottobre 2016 insieme ad un'altra cagnolina, Papillon.

Furono i primi cani del #buoncanileprogettopalermo.

Bellolampo ha subito manifestato una forte paura nei confronti delle persone e dell’ambiente, arrivando anche a mordere, mentre si è dimostrato da subito capace e desideroso di instaurare forti legami con gli altri cani.

Nel tempo ha imparato a fidarsi dei gestori del canile e piano piano ad aprirsi anche a pochi volontari selezionati.

Essendo un cane molto carino e anche di piccola taglia negli anni ha ricevuto diverse richieste di adozione, ma tutte incompatibili con il suo carattere diffidente e spaventato.

Una curiosità? Bellolampo ama gli equilibrismi! Gli piace saltare sui tavoli, le panche, le sedie, i muretti e proprio non resiste al fascino della carriola!!

Mix pittina dagli occhi magnetici... salvata da pesante maltrattamento. Viveva a Napoli legata alla ringhiera delle scale condominiali ad una corda cortissima.

Lei è un cane eccezionale, nata nel 2013. Entrata in canile nel 2014 si è subito distinta per le sue naturali doti olfattive: con lei abbiamo lavorato tantissimo sulla discriminazione olfattiva, fino a farle seguire delle vere e proprie piste di sangue finalizzate al ritrovamento di persone scomparse (attività fatte solo ai fini ludici).

Non va d’accordo con i suoi simili, per cui cerca una famiglia senza altri animali in casa, una famiglia dinamica , esperta e disposta ad un percorso conoscitivo.

Paco cerca casa! Si trova a Genova!

Paco è stato adottato da cucciolo con la superficialità di chi crede che un cucciolo sia un foglio bianco sul quale scrivere ciò che si vuole, e con la stessa superficialità è stato portato in canile perché dopo due anni era cresciuto con caratteristiche diverse da quelle di un peluche.

Paco è un cane affettuosissimo, curioso e dinamico, viene presentato a tutti i nuovi volontari del canile come uno tra i cani più equilibrati e gestibili anche per chi è alla prima esperienza.

Ama passeggiare a lungo, è già abituato a vivere in casa, viaggia volentieri in auto, è sempre alla ricerca di nuove avventure da fare in compagnia dei suoi amici, è molto bravo in città, non ha paura delle persone, né dei cani. Non ama i cani maschi, è invece molto bravo con le femmine. Non è compatibile con i gatti.

E’ un cane adulto oramai, è nato nel 2014, una taglia media (circa 20 kg), è un cane che sa gestire bene le emozioni, i suoi bisogni e i suoi spazi.

Paco ha bisogno di un'adozione responsabile, che non sottovaluti i segnali di stress che sa comunicare, soprattutto quando vuole riposare in cuccia senza essere disturbato.

Ciao, grazie per prendere in considerazione l'opzione di adottare un nido.
QUOTANIMALE è il codice sconto dedicato del 10% sul progetto Bird House, valido sia per adottare il nido con prodotto abbinato, sia per ricevere solo il certificato digitale.
Fanne buon uso!

Yoga è stata pescata accidentalmente da un peschereccio a strascico davanti alla costa di Cesenatico. Attualmente sta svolgendo il processo di riabilitazione in vasca presso le strutture di Cestha e nei prossimi giorni svolgerà gli accertamenti veterinari. Ancora non ha iniziato ad alimentarsi, si deve ancora abituare alla sua vasca.

The Black Bag ha deciso di battezzarla con il nome Yoga - dopo averla adottata - per ringraziare David e Gruppo Yoga Solidale Genova per aver contribuito, con una donazione, alla sua adozione.