L’amore e la passione per la natura è la forza trainante di Natura di Mezzo, un’ associazione formata da guide ambientali nata nel 2016 a Lucca per sensibilizzare le persone sulla necessità di tutelare e conservare habitat fondamentali, come gli ambienti umidi e marini.
1. Com’è nata l’associazione? Che scopo ha?
Siamo fiere di dire che la nostra è un’associazione tutta al femminile. Siamo tre socie fondatrici: Carolina Castagni, che ricopre il ruolo di Presidente, la Vicepresidente Sara Guidi e la Segretaria Giulia Picchi. Tutte e tre abbiamo svolto studi in ambito naturalistico, per l’esattezza Giulia e Carolina, compagne di università, hanno conseguito una laurea in Scienze Naturali, mentre Sara in Scienze Ambientali Marine.
Ci siamo poi ritrovate a seguire il corso per diventare guide ambientali e, dopo aver fatto un po’ di esperienza in altre realtà, abbiamo preso la decisione di crearne una nostra. È così che nell’inverno del 2016 nasce Natura di Mezzo.
La nostra associazione ha lo scopo di sensibilizzare le persone riguardo la necessità di tutelare e salvaguardare habitat fondamentali, come gli ambienti umidi e marini, tramite attività quali l’escursionismo, l’educazione ambientale e la divulgazione scientifica. Dal 2018 si è poi unita alla squadra una nuova socia, Elena Sodini, che ci dà un aiuto fondamentale soprattutto nelle attività con le scuole.

2. Come trasmettete l’importanza della tutela degli habitat? Che tipo di attività organizzate?
Per tutelare bisogna conoscere. Ed è qui che entriamo in gioco noi, organizzando escursioni e laboratori didattici, facendo divulgazione ed educazione ambientale nelle scuole. Cerchiamo di far comprendere alle persone che partecipano ai nostri eventi quanto siano importanti e fondamentali questi habitat. È giusto che le persone sappiano, ad esempio, che le zone umide sono aree ricchissime di biodiversità, che ospitano un numero di specie comparabile solo a quello che si trova nelle grandi foreste tropicali e nella barriera corallina.
Esse rappresentano dei veri e propri serbatoi di anidride carbonica, quindi sono fondamentali alleati nella lotta al riscaldamento climatico, senza contare il fatto che sono la nostra principale fonte di acqua dolce ed è quindi nel nostro interesse fare il possibile per salvaguardarli.

Dedichiamo molto del nostro tempo alla sensibilizzazione dei più piccoli, perché crescano con la consapevolezza che quella che è la casa di tutti noi, il nostro pianeta, è fortemente minacciato dall’attività dell’uomo e che spetta ad ognuno di noi, nel nostro piccolo, fare il possibile per invertire questo trend e proteggere l’ambiente in cui viviamo. Proprio per questo organizziamo laboratori di educazione ambientale per le scuole dell’infanzia, per le primarie e anche per le scuole secondarie di primo grado.
3. Raccontateci come si svolgono le vostre escursioni.
Abbiamo la grande fortuna di vivere in una regione meravigliosa: la Toscana. Abbiamo mare, montagne e colline, il tutto arricchito da una profonda cultura enogastronomica. Proprio per questo la maggioranza dei nostri trekking si svolge in Toscana. Fanno eccezione alcune “spedizioni” liguri che hanno come focus principale il mare.


Portiamo i partecipanti alla scoperta delle Alpi Apuane, dell’Appennino, delle zone umide e delle coste e isole toscane, in tutti quei luoghi che in noi hanno risvegliato le emozioni più forti.
Vogliamo che possano osservare i meravigliosi panorami che si scorgono dalle nostre vette, scoprire curiosità sulla fauna e sulla flora e venire a conoscenza delle numerose leggende nate sulle nostre montagne. Infine, amiamo terminare le escursioni con una bella mangiata a base di prodotti tipici e della tradizione locale.
4. Cosa ci consigliate di fare per tutelare questi habitat?
La conoscenza degli ecosistemi e delle fragili relazioni che li compongono sono alla base della tutela dell’ambiente naturale. Riducendo l’impatto antropico possiamo mitigare eventuali danni agli habitat. Di conseguenza, il nostro consiglio è quello di prendere coscienza di ciò che ci circonda, informarsi e andare a visitare in prima persona le aree protette.
Consigliamo di essere curiosi e di condurre uno stile di vita che sia il più sostenibile possibile. Impegnandoci tutti nel nostro “piccolo” possiamo fare una “grande” differenza.
5. Con chi collaborate e in che modo?
Riserva del Lago di Sibolla
Dal 2018 collaboriamo con il Comune di Altopascio nell’organizzazione di attività ed eventi atti a valorizzare la Riserva Provinciale del Lago di Sibolla. Si tratta di un’area di estensione limitata, circa 60 ettari, ad Altopascio tra le province di Lucca e Pistoia. Un vero e proprio scrigno di biodiversità in quanto nella Riserva si possono osservare tutti gli habitat tipici delle zone umide; una vera e propria rarità, purtroppo sconosciuta ai più.
Nel corso degli anni abbiamo aperto le porte della Riserva ai cittadini curiosi di conoscere quali peculiarità naturalistiche si nascondano nella riserva. Numerose scuole sono venute in visita e abbiamo organizzato laboratori di educazione ambientale.
Successione Ecologica
Nel 2021 abbiamo avuto il piacere di collaborare con l’Associazione Successione Ecologica composta da un team di scienziati specializzati in diverse branche della zoologia. Con loro abbiamo organizzato un evento di “citizen science”, ovvero di scienza partecipata, in cui i cittadini sono stati invitati nella riserva e insieme agli esperti dell’associazione hanno censito la biodiversità dell’area protetta.
Il Padule
Organizziamo poi numerosi eventi in collaborazione con l’Associazione “Il Padule”, associazione attiva ormai da molti anni per preservare e tutelare la natura e le tradizioni del padule di Fucecchio.
Insieme accompagniamo i partecipanti a scoprire la ricca vegetazione del padule, le numerose specie di animali che lo popolano, e pratichiamo il birdwatching, cercando di porre l’accento sul ruolo fondamentale che le zone umide rivestono. Per finire, facciamo ritorno alla base navigando i canali a bordo dei barchini guidati proprio dagli esperti barcaioli dell’Associazione il Padule.
Il Mare
Durante il periodo estivo, in collaborazione con Associazione per il Mare, abbiamo organizzato una serie di laboratori di biologia marina per i bambini. Tutti a bordo di un ex peschereccio siamo andati alla scoperta degli organismi che popolano le acque del Golfo dei Poeti, in Liguria, con l’obiettivo di trasmettere ai più piccoli l’amore e il rispetto per questa importantissima risorsa che è il mare.
6. A quali campagne avete aderito?
Abbiamo ovviamente a cuore anche tutto ciò che è inerente all’ambiente marino. Proprio per questo, abbiamo deciso di unirci alla campagna 30×30 Italia insieme a tante altre associazioni, come The Black Bag. Il fine della campagna è la protezione del 30% del nostro mare entro il 2030, organizzata da Worldrise, una onlus che sviluppa progetti di conservazione e valorizzazione dell’ambiente marino.
Abbiamo aderito inoltre alla campagna “Puliamo il Mondo”, organizzata dal Consorzio di bonifica Toscana Nord. L’ultimo sabato di ogni mese ci ritroviamo per pulire tre corsi d’acqua che scorrono nel comune di Altopascio.
Inoltre abbiamo aderito anche all’iniziativa “Uniti per il Mare”, partecipando al progetto di citizen science PlasticheAMare dell’Associazione livornese Sons of The Ocean, operante nel settore “clean up”, che ha come obiettivo quello di rendere partecipe la popolazione nel fornire dati scientifici sulle problematiche legate all’inquinamento da rifiuti di plastica nell’ambiente marino e costiero.
Anche in questo caso i cittadini sono stati chiamati a dare una mano raccogliendo i rifiuti nel tratto di spiaggia di Marina di Vecchiano che si trova alla foce del Serchio in provincia di Pisa. Una volta terminata la raccolta, sono stati riempiti dei questionari che avevano lo scopo di categorizzare e classificare i diversi tipi di rifiuti di plastica e identificarne la marca. I questionari sono stati poi inviati all’Università di Pisa per essere analizzati, allo scopo di comprendere quali tipologie di rifiuti abbondino maggiormente sui nostri litorali e quale strategia possa aiutarci a ridurre il problema.
6. Come vi vedete in futuro?
Il futuro è sempre una grande incognita. Quello che è certo e sicuro è che continueremo a mettere il massimo impegno in quello che facciamo. Speriamo che un numero crescente di persone decida di partecipare ai nostri eventi.
Infine, ci auguriamo di riuscire a piantare in ognuno di loro il seme della curiosità, la voglia di scoprire il meraviglioso mondo in cui viviamo e gli innumerevoli motivi per i quali è nostro dovere proteggerlo.
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