I mozziconi di sigaretta ci seppelliranno

Durante le pulizie di spiagge e parchi sono molti i rifiuti in cui ci si imbatte, ma sicuramente il più comune è il mozzicone di sigaretta. Un rifiuto che spesso sfugge al nostro occhio, tanto siamo abituati a vederlo, eppure risulta più dannoso delle plastiche che ormai hanno invaso i nostri mari.

Mozziconi di sigaretta raccolti nella spiaggia di Savona
I mozziconi di sigaretta raccolti durante il Cleanup di Savona

Si stima che oggi vengano fumate, nel mondo, 18 miliardi di sigarette ogni giorno, cioè 6,5 trilioni all’anno; un numero veramente astronomico e quasi inimmaginabile. Una volta consumata, ciò che resta del mozzicone non è altro che il filtro intriso di sostanze chimiche dannose per l’ambiente. Da solo un mozzicone è praticamente innocuo, ma visto l’ammontare di sigarette fumate giornalmente basta che una piccola percentuale raggiunga il mare per causare danni considerevoli.

L’inquinamento

Una volta in ambiente i mozziconi si rivelano estremamente pericolosi, scopriamo il perché.

La combustione

Durante la combustione vengono prodotti composti tossici trattenuti poi dal filtro. Infatti la nicotina, il catrame e i metalli pesanti restano tutti bloccati all’interno della parte terminale della sigaretta. Una volta nell’ambiente però il contenuto può liberarsi andando a inquinare acqua e terreno. In mare tra gli animali che risentono maggiormente della presenza dei metalli pesanti abbiamo i mitili. Questi animali filtratori accumulano grandi quantità di cadmio o cromo e di conseguenza diventano a loro volta tossici per l’uomo. Quindi l’intento di evitare l’intossicazione mediante il filtrino diventa nullo.

Anche le forme larvali dei pesci risentono fortemente della presenza di elementi tossici. Durante questa fase, infatti, possono assorbire facilmente gli elementi dall’ambiente esterno, a causa della pelle sottile e non completamente formata. Come conseguenza sviluppano mutazioni dannose che ne riducono la capacità di sopravvivenza e anche l’appetibilità presso i mercati del pesce.

Il filtro

Il materiale plastico che compone il filtro si rivela ancora più dannoso. In acqua si degrada come molti altri composti plastici formando le già tristemente note microplastiche, che vengono poi ingerite da molti pesci che le confondono per organismi planctonici.
Ma anche quando rimane intero si rivela molto pericoloso: molti animali sono stati trovati con lo stomaco pieno di mozziconi. Dato che si tratta di sostanze artificiali non hanno alcun valore nutritivo, ma l’animale pensa di avere lo stomaco pieno e muore di fame.

Ma non solo il mare sembra subire l’ammorbamento dei mozziconi abbandonati, anche sulla terra ferma piante e terreno vengono influenzati dalla presenza di questi rifiuti. Recenti studi hanno dimostrato come molte piante germogliate in terreni contaminati presentino una capacità di crescita inferiore a quelle nate in terreni liberi dai filtri consumati. In particolare piante come il trifoglio, tipico dei nostri prati, presenta un tasso di germinazione inferiore in quelle aree dove è possibile trovare grandi quantità di mozziconi. Persino la lunghezza delle radici subisce una decisa riduzione in quei prati inquinati rendendo più difficile alla pianta la sopravvivenza.

Come ridurre i mozziconi?

Dare nuova vita a questi rifiuti non è facile; si tratta di materiali difficili da riciclare. I filtri necessitano di trattamenti lunghi e dispendiosi; ma alcune compagnie lavorano per dare nuova vita a questi rifiuti.

Una delle strategie migliori che si può adottare è quella di smettere di fumare, troncando direttamente la fonte sul nascere. Dato che si tratta di una soluzione non sempre facile da adottare, impegnarsi a gettare il mozzicone nella spazzatura risulta l’azione migliore. Inoltre con una spesa minima è possibile comprare un posacenere portatile; in questo modo è facile lasciare pulite le aree urbane, i parchi e le spiagge. Queste ultime inoltre spesso presentano la possibilità di prendere in prestito i suddetti posacenere e restituirli a fine giornata riducendo la spesa a zero.

Un’ottima alternativa la si può trovare nelle versioni elettroniche che riducono la produzioni di rifiuti a zero e diminuiscono notevolmente i rischi per la salute.

Grazie alle moderne tecnologie ottenere sigarette biodegradabili non è fantascienza. Greenbutts ha lavorato per ottenere un filtro capace di degradarsi rapidamente in circa 3 giorni. Costituito di materiale naturale quale lino e cotone, ridurrà drasticamente il rilascio di microplastiche nell’ambiente. Tuttavia molte multinazionali del tabacco ancora si oppongono all’uso di queste alternative ecosostenibili, preferendo quelle meno sostenibili ma secondo loro maggiormente economiche.

Per risolvere questo grave problema, estremamente sottovalutato, è necessario cambiare la nostra mentalità. Lo spettacolo di mozziconi abbandonati in terra deve diventare qualcosa di raro e fastidioso, altrimenti verremo sepolti da questi piccoli rifiuti.

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